"Cucinare è come amare... o ci si abbandona completamente o si rinuncia."
(Harriet Van Horne)


Pagine

Visualizzazione post con etichetta torte e cakes. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta torte e cakes. Mostra tutti i post

lunedì 5 marzo 2012

Strong dark chocolate & orange cake




Oggi inizio la dieta. Come succede a tanti di noi il lunedì.
Ma stavolta non intendo interromperla già il martedì, vale a dire domani!
Per l'ennesima volta ci tengo a specificare che a detta degli altri non sono grassa, né io mi vedo tale. Però, quei due/tre chiletti presi negli ultimi mesi in maniera inspiegabile, si sono depositati tatticamente nei punti strategici.
Poco male e poco visibili, se non fosse che non mi si chiudono buona parte dei miei pantaloni o si chiudono impedendomi il movimento o il respiro!
Siccome la primavera è alle porte e l'estate è vicina (anche se oggi sembrerebbe proprio il contrario), devo arrivarci pronta... non potendo cambiare tutto il mio guardaroba.






Vi ho lasciato nell'ultimo post con una crema di carote, gustosa e light, adatta a chi è a dieta e oggi che io ne inzio ufficialmente una, dedico un post al tripudio del cioccolato?
Non sono già impazzita a seguito di calo di zuccheri, semplicemente la ricetta di oggi, che risale a qualche settimana fa (quindi torta già mangiata e già finita sui fianchi!) deve partecipare ad un contest di cui a fine post vedrete il banner!
Inoltre, avendo ideato un nuovo sistema per resistere alla fame e alle voglie in tempi di dieta, le ricette ipercaloriche nel blog ci possono stare!
Si tratta di una genialata aggiuntiva rispetto a quella già descritto qui nel precedente post, vale a dire tenere in casa solo cibi light e ingegnare la fantasia creando piatti ad hoc con quello che abbiamo in frigo/dispensa, senza andare al supermercato di frequente.
E' notorio che solo pochi inflessibili riescono ad entrare al supermercato e comprare solo quello che serve e che è segnato sulla lista. Tutto il resto del mondo si perde tra scaffali e offerte (disposte ad hoc per attirare i clienti con colori e messaggi neanche troppo subliminali!) e finisce per comprare il doppio delle cose che aveva segnato.
Il nuovo metodo che sto già mettendo in atto è quello di "ammazzarmi" di fotografie di cibo super calorico, anche grazie alla mia recente droga, Pinterest.
In questo modo forse potrò far arrivare al cervello un input di sazietà senza essermi realmente ingozzata... :-)

Non prendete per seria ogni parola, vi prego! E' che la psicologia è da sempre la mia passione e mi piace infilarla qua e là, anche quando è proprio spicciola ed azzardata come in questo caso!




Un'altra precisazione riguarda il nome dato a questo dolce.
Pur avendo aperto un secondo blog dedicato ai dolci decorati (che tutti conoscete vero? Ecco, chi è rimasto indietro, please, vada a dare un'occhiata qui) la cui ispirazione è spesso anglosassone, non c'è nulla di inglese o americano a parte il nome in questa torta!
La ricetta originale di questo dolce è italianissima così come lo è lo chef che l'ha ideata. Io ho solo fatto delle aggiunte e mi sono arrogata il diritto di dare alla mia versione un nome inglese che suonava meglio.
E poi in questi giorni sono in full immersion di ripasso del mio inglese che si era un pò arrugginito, quindi ogni occasione è buona per utilizzarlo!

 



La ricetta da cui ho preso spunto è infatti tratta dal libro: "CIOCCOLATO - I grandi libri degli ingredienti" edito da Slow Food Editore per La Cucina del Corriere della Sera.

Mie sono le aggiunte "orange" perchè volevo ricreare qualcosa di simile al sapore che adoro delle tavolette di cioccolato fondente aromatizzato all'arancia.
Un binomio perfetto e in questo caso l'arancio è servito a conferire una nota dolce e aromatica che ha stemperato un po' il gusto forte, deciso e amaro del cioccolato super fondente (ecco perchè "strong" nel titolo!).
...a furia di guardare Cuochi e Fiamme sono entrata per un attimo nella parte della mitica Fiammetta Fadda!! ;-)





Ingredienti (per una tortiera da 20/22 cm circa):


3 uova
100 gr zucchero
100 gr burro
200 gr cioccolato fondente al 70%
3 cucchiai di farina 00
2 arance bionde
Zucchero a velo

Procedimento:

In un pentolino fate sciogliere a bagnomaria il burro con il cioccolato e mescolate.
Nel frattempo, sbattete in una terrina i tuorli con lo zucchero, quindi incorporate la fonduta di cioccolato avendo cura di mescolare accuramente e lentamente.
Incorporate il succo e la scorza grattugiata delle due arance.
Aggiungete quindi la farina e gli albumi montati a neve, mescolando sempre con cura fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
(A seconda di quanto grandi sono le arance che utilizzerete potrebbe servirvi più o meno farina. Le mie erano arance medie).
Versare l'impasto nella tortiera inburrata e infarinata.
Infornare a 180° per circa 50 minuti.
Una volta raffreddata cospargere di zucchero a velo.





Questa ricetta, insieme a queste due...

- Crostata di zucca, marron glacés e cioccolato gianduia
- Dolce sorpresa al cioccolato

...partecipano al contest di In Punta di Coltello, Dolci & delizie di Giusy, Il Mio saper fare


venerdì 17 febbraio 2012

Lemon Cake (per il compleanno di mia mamma!)




Per riscattarmi dopo il post di San Valentino in cui probabilmente sarò apparsa arida agli occhi di molti di voi, oggi parlerò d'ammmmore, ma di quello con la "A" maiuscola. Quell'amore che ci accompagna dalla nascita per tutta la vita. L'unico vero amore incondizionato, puro, ineguagliabile, sincero.
Almeno così è per me e dovrebbe essere per tutti, ma purtroppo per qualcuno non lo è.
Si è capito che sto parlando dell'amore tra madre e figlia? 

Come mi è già capitato di raccontare, io sono sempre stata molto legata a mia madre e da piccola ero la classica bambina che ogni tre parole diceva "mamma!".
Da grande non è cambiata molto la situazione... certo si è trasformata con l'età, ma resta il fatto che io e mia madre siamo tutt'ora legate in modo speciale.
Probabilmente abbiamo dei caratteri che seppur diversi si trovano insieme e continuiamo a condividere non solo la casa, ma anche tante esperienze, come vacanze e spesso anche delle serate fuori.
Chiaramente la scomparsa di mio papà, quasi dieci anni fa. ha rafforzato questo legame, il che ci permette di affrontare le continue difficoltà che la vita ci riserva con l'unione delle nostre forze.

Da qualche anno queste difficoltà sempre presenti hanno fatto passare in secondo piano i festeggiamenti per i compleanni, di cui ho dei bellissimi ricordi di quando ero piccola.
E così oggi in occasione del suo compleanno numero 45 + 12, il programma era di andare ad un evento parallelo alla fiera del Turismo che è in corso a Milano in questi giorni. L'evento, a cui avevamo partecipato anche l'anno scorso, prevedeva una degustazione di pietanze e vini spagnoli di altissimo livello.
Parlo al passato perchè ci siamo vestite di tutto punto e proprio poco fa eravamo in direzione della location, ma dopo poche fermate di autobus ho preferito tornare a casa a causa di una nausea tremenda che non accenna a passare...
Come si fa ad andare ad una degustazione con lo stomaco sottosopra?
Ci riproveremo domani!





Siccome anche da frutti bruttini come quelli che ho ritratto nella foto qui sopra può nascere qualcosa di buonissimo, dedico a mia mamma, non una torta elaborata e super pannosa come molte pasticcerie tradizionali consiglierebbero, bensì una torta semplice come la nostra vita insieme e che lei ama moltissimo e mi chiede spesso di fare.
Ebbene sì, questa torta ci ha letteralmente conquistate per la bontà e per la semplicità di ingredienti ed esecuzione.

Si tratta della Lemon Cake, una torta che sa veramente di limone, che ho preso da Chiara Maci ed è proprio grazie a questa torta che ho conosciuto lei e il suo blog diverso tempo fa.







Ingredienti (per una tortiera di 18 cm):

150 gr farina
175 gr zucchero
2 uova
1/2 bustina di lievito
il succo e la scorza di 1 limone
4 cucchiai di latte (per me, come al solito, latte a ridotto contenuto di lattosio)

Per la glassa:

150 gr zucchero
il succo di 2 limoni

Procedimento:

Mescolate tutti gli ingredienti insieme, iniziando da zucchero e uova, poi farina latte, succo e buccia di limone e infine il lievito.
Foderate la tortiera con carta da forno perchè questo impasto attacca molto anche col solito burro e farina.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per una mezz'ora.

Intanto che la torta è in forno, preparate la glassa semplicemente amalgamando bene lo zucchero col succo dei limoni e versatelo sulla torta sfornata ancora calda.
Lasciate raffreddare la torta in modo che la glassa si solidifichi.







Con questa ricetta partecipo al contest:




giovedì 26 gennaio 2012

Tronchetto di Natale (...a fine gennaio!!!)




Ve l'ho già detto che sono sempre in ritardo? Si, credo almeno un milione di volte...
Non mi fa onore, però come vi dicevo nel post precedente, sono onesta e ammetto i miei limiti.
Su questa mia pecca ho la mia teoria, ma solo chi come è ritardatario cronico può capire, gli altri sicuramente storcerebbero il muso.
Per farla breve, la teoria afferma che io non sono in ritardo perchè voglio esserlo e non sono di quelli che si alzano tre minuti prima di uscire, ma semplicemente accade sempre qualcosa, sotto forma di imprevisto, che mi costringe irrimediabilmente ad arrivare tardi. Non lo faccio apposta, giuro!
E la fase che precede il mio ritardo è assolutamente concitata e faticosa... insomma uno stress tremendo! Ma sto migliorando le mie perfomances e ultimamente sono riuscita ad arrivare più di una volta in anticipo e confesso che se arrivare prima comporta il fatto di aspettare gli altri... non mi piace!!!!




E anche il dolce che vi propongo oggi è in ritardo. Perchè è natalizio, starete pensando. Sì principalmente per questo.
Però ho voluto strafare e siccome sono onesta ammetterò anche questa mia colpa... il tronchetto della foto l'ho fatto per Natale... ma del 2010!!
Il watermark indica 2012, ma quella è solo la data in cui ho sistemato le foto... questo per farvi capire la quantità di arretrati nel mio archivio...
Vabbè dai, che sarà mai, il tronchetto è buono tutto l'anno, perchè relegarlo al solo periodo natalizio??

Ma torniamo a noi... la ricetta in questo post sarà un semplice rimando ad altri link del mio blog, infatti il dolce è composto da:

- buiscuit
- crema all'arancia senza uova

(cliccate sui nomi per essere reindirizzati alla pagina con la ricetta)

Per la copertura: semplice cioccolato fondente sciolto a bagnomaria. Nella foto è appena stato "colato" sopra al dolce quindi è bello lucido e morbido, ma dopo il riposo in frigo si solidifica per bene. Col senno di poi avrei aggiunto un pò di burro al cioccolato.
Per la decorazione:  pasta di mandorle pronta addizionata da coloranti alimentari.

Ve lo dico, ma non credo sia necessario, per ottenere i rami ho semplicemente accostato due pezzi del biscuit farcito.




E per concludere... con questa ricetta partecipo al contest di CookingKuki:



 

mercoledì 30 novembre 2011

Torta Arlecchino


Sono tra le poche mosche bianche a non avere un abbonamento alla pay tv.
Fino a qualche tempo fa ero troppo impegnata col negozio e in quelle due ore serali prima del crollo sotto le coperte avevo sempre troppo da fare per poter godere al meglio di tutti quei canali.
Quindi ho vissuto tranquillamente con la misera offerta della tv analogica anche perché il più delle volte la tenevo accesa solo per compagnia, dedicando la mia attenzione al pc, ad un libro o ad altre faccende.
Poi è arrivato il digitale terrestre e con lui alcuni disagi, ma anche alcuni, pochissimi canali che potrebbero per me bastare a giustificare l’accensione della tv.
Mi riferisco a La7d, Cielo e, ovviamente Real Time.
Non a caso i canali con altissima concentrazione di programmi legati alla cucina!
Lo so che ora qualcuno sta pensando che si tratta di puntate già viste con la pay tv e con la pay tv ci sono molti altri canali a tema culinario, ma per ora non se ne fa niente, nessuna parabola all’orizzonte!

Mia madre ormai mi guarda rassegnata ogni qual volta agguanto il telecomando perché sa già che sullo schermo apparirà Simone Rugiati, Gordon Ramsey, Buddy Valastro e altri ancora. Oltre ovviamente al mitico Enzo Miccio, ma non per temi culinari.
Non che a lei non piacciano gli chef sopracitati, ma gradirebbe ogni tanto una variazione sul palinsesto casalingo, invece della mia monotonia!

Sono assuefatta… guardo tutto quello che è cucina. Spesso resto affascinata, prendo appunti e poi tento di replicare le cose viste in tv, altre volte resto basita da alcuni personaggi ormai blasonati nel food world. Della serie, ma proprio cani e porci diventano famosi in questo ambito che va tanto di moda in questo periodo? Se parliamo di soubrettine varie che diventano famose in tv anche senza saper far niente, chissenefrega… è la storia più antica del mondo. Ma quando si parla di cucina, o di danza (che sono le arti a cui sono più vicina) allora mi imbestialisco. Sì, perché la cucina come la danza sono arti di cui bisogna avere rispetto. E maneggiare il cibo con distrazione e senza attenzione ai dettagli è come fare una presa in un passo a due sollevando male la ballerina: è inaudito!
Ovviamente mi sto riferendo ad uno chef in particolare, ma non farò il nome… dico solo che io l’ho soprannominato il “Caciarone” e la scelta di una parola romanesca non è a caso…
Non posso farci niente se non commentare il mio disdegno contro l’apparecchio televisivo nella solitudine delle mia 4 mura.



Tra le trasmissioni che salvo in tutto e per tutto c’è ad esempio "Cuochi e Fiamme" su La7d
Il format è carino e i siparietti del cast sono favolosi... Riccardo Rossi e Fiametta Fadda, adorabili nella loro diversità!
 
Ecco, io non credo che potrei mai partecipare come concorrente ad una trasmissione simile perché non mi piace pensarmi come protagonista di uno show cooking davanti a tutto quel pubblico e ad una giuria, anzi diciamo pure che non amo proprio essere guardata da nessuno mentre cucino. Spesso caccio via pure mia madre! La cucina è qualcosa di intimo per me. Però amo condividerne i frutti con gli altri.
E poi che dire dei tempi? Io sono lenta, l’ho sempre confessato. Potrei velocizzare i miei tempi, ma le cose fatte di fretta mi mettono l’ansia, quindi finchè la mia cucina rimane una passione per deliziare me e le persone che mi stanno vicino posso prendermi (nei limiti del possibile) i tempi che meglio credo. Certo che se dovessi farlo per lavoro allora sarebbe diverso e mi adeguerei alle esigenze del caso.




P.S.: il testo qui sopra è stato scritto un paio di giorni fa. Qualche ora dopo, stavo facendo un giretto nella pagina Facebook di Simone Rugiati e caso vuole che avesse appena scritto un post che esprimeva la sua perplessità circa il “Caciarone”, lo chef maldestro di cui sopra…
E se lo dice anche Simone che è sicuramente più esperto di me… Mi basta comunque questa favolosa coincidenza di tempi e di contenuti…


Ecco quindi una nuova preparazione dolce a base di zucca tratta dal primo libro de “La Grande Pasticceria” dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani dedicata a torte e crostate edita da Mondadori.



Ingredienti:

500 gr zucca
40 gr burro
50 gr zucchero
3 uova
100 gr zucchero a velo
50 gr fecola di patate
50 gr farina 00
1 limone non trattato
2 cucchiai di mandorle a filetti
4 cucchiai di marmellata di arance
Codette di zucchero colorate

 
Procedimento:
Eliminare la scorza alla zucca e tagliare la polpa a dadi.
Cuocerla col burro e lo zucchero in una casseruola, fino a quando non sarà tenera (circa 15 minuti).
Sgusciare le uova raccogliendo i tuorli in una ciotola e gli albumi in un’altra.
Unire ai tuorli lo zucchero a velo e montarli con le fruste elettriche finchè il composto sarà soffice e spumoso.
Montare gli albumi con un pizzico di sale a neve fermissima, aggiungerli al composto di tuorli e zucchero mescolando con delicatezza dal basso verso l’alto.
Unire in piccole quantità la fecola e la farina setacciate insieme, sollevando ancora l’impasto con un cucchiaio dal basso verso l’alto.
Aggiungere la scorza grattugiata del limone, incorporare la zucca e le mandorle.
Porre quindi l’impasto in uno stampo di 22 cm di diametro imburrato e infarinato e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti.
Una volta raffreddata e sformata la torta stendere sulla superficie uno strato fine di marmellata e cospargere con le codette.



mercoledì 13 luglio 2011

Esperimenti di ricopertura e decorazione di una torta di compleanno



Ricoprire e decorare dolci sono due attività in cui non ho fatto ancora molta pratica.
Non per mancanza di interesse, anzi è proprio il contrario, ma perché sino ad ora non si sono presentate molte occasioni.

Ed ecco che un’occasione è arrivata… Infatti lunedi 11 Luglio è stato il compleanno di un amico.



La cosa particolare in tutto ciò è che il festeggiato non abita a Milano, ma moltissimi chilometri più a sud, quindi escludendo la possibilità di spedire la torta, é stato solo un regalo “virtuale”.
Non prendetemi per tirchia, eh... solo che non ci conosciamo da tanto tempo per cui un vero regalo da spedire mi sembrava fuori luogo.

Così ho unito l’utile al dilettevole anche grazie all’ausilio della tecnologia e ho ottenuto alcuni risultati positivi: ho fatto un po’ di pratica di copertura e decorazione, ho mandato un bel videomessaggio di auguri corredato di immagine della torta e… mi sono sacrificata mangiando io la torta del festeggiato!
Il festeggiato è stato contento, e io pure!

Ma vediamo nel dettaglio come ho fatto questa semplicissima torta.

Innanzitutto come base ho utilizzato l’impasto del “Ciambellone più soffice del mondo”, oggetto del post precedente. Ho semplicemente aggiunto delle gocce di fragola (si vendono già confezionate al supermercato nel banco delle cose per i dolci).
Mi interessava poter fare una scritta di auguri, però se avessi lasciato la torta così come era, con un colore ambrato, avrei dovuto usare del cioccolato fuso o i gel colorati appositi perché le decorazioni risaltassero, ma non mi sembrava un gran che come idea.
Così ho pensato di ricoprire la torta con una glassa al cioccolato per poi fare la scritta con la glassa reale.
Mi ero imbattuta in una copertura di cioccolato a Natale con il tronchetto (che non ho ancora pubblicato… e che novità!), ma devo aver sbagliato qualcosa, o nel procedimento o nel tipo di cioccolato, perché il risultato non è stato buono, come questa volta.


Nel dettaglio:

Glassa al cioccolato (per coperture):


Ingredienti:

200 gr. cioccolato fondente
75 gr burro
2 cucchiai di acqua


Spezzettare il cioccolato e farlo cuocere a bagnomaria insieme all’acqua.
Quando il cioccolato è sciolto aggiungere il burro spezzettato e mescolare sino ad ottenere una crema piuttosto liscia.

Appoggiare il dolce su una gratella al di sotto della quale è opportuno sistemare un piatto per raccogliere l’eccesso di cioccolato.

Far cadere il cioccolato a fontana sul dolce dal centro dello stesso e poi spalmare nei punti rimasti asciutti (ad esempio nei bordi) con una spatola.
Nel caso si voglia ricoprire dei biscotti si possono immergere direttamente nella pentola tenendoli dal lato che non sarà ricoperto oppure per ricoprirli interamente tenerli con una forchettina se è possibile.

Mettere in frigo fino a che il cioccolato sarà ben solidificato. Ci vorranno alcune ore.

Glassa reale:

Ingredienti:
1 albume
500 gr zucchero a velo
succo di mezzo limone

Mettere tutti gli ingredienti in un frullatore (meglio se si dispone della paletta per montare a neve le uova) e azionare a velocità non troppo forte.
Il risultato sarà simile a quello della panna montata.

La quantità di zucchero può sembrare eccessiva, ma se si riduce, la glassa verrà troppo liquida rendendo difficili le decorazioni.


…e qui viene il bello, almeno per me! Infatti una volta solidificato il cioccolato sulla torta è stato il momento della decorazione con la glassa reale.
Le possibilità sono due: usare una siringa da pasticceria, oppure un sac à poche…
Entrambe le possibilità possono essere problematiche.
Per non farmi mancare nulla io ho usato entrambe, ma confesso di avere ancora qualche problema.
Con la siringa ho avuto il problema che la bocchetta utilizzata aveva il foro talmente piccolo che non riusciva ad uscire l’aria per cui non si abbassava la pressa…
Con la sac à poche è andata un po’ meglio, ma ho sparso glassa ovunque…

Come si può vedere dalle foto la scritta è decente, ma si può sicuramente migliorare.

Una volta realizzata la scritta è necessario riporre in frigo per far solidificare la glassa.

martedì 12 luglio 2011

Il Ciambellone più soffice del mondo (di Adelaide Melles)



Breve pausa dai lavori in corso (che sembrano fermi, ma non è così… c’è tutto un backstage che ora non vi sto a dire, ma fidatevi!) per un doveroso riconoscimento ad una donna che ha regalato a me e al mondo una ricetta coi fiocchi.
So che molti di voi hanno già fatto propria questa ricettuzza, ma per me fino a poco tempo fa era una novità quindi devo condividerla.


 



Ed ecco l’antefatto…
Giravo in rete senza una precisa meta e mi sono imbattuta in una ricetta con un nome piuttosto presuntuoso: “Il ciambellone più soffice del mondo”
Ho pensato che di ricette di ciambelloni ce ne sono a migliaia in rete, molte le avevo già provate senza mai raggiungere l’eccellenza. Buoni si, ma niente di diverso dal solito.
Cosa mai poteva avere questo ciambellone per fregiarsi di tale titolo??
Leggo bene e trovo l’"anomalia": l’acqua tra gli ingredienti…
Mia madre è quasi inorridita, ma ormai sa che quando ci sono esperimenti in corso in cucina deve lasciarmi fare perché nove volte su dieci il risultato è buono!


 


Mi sono detta che questo elemento di originalità poteva valere da solo un tentativo.
Inoltre gli ingredienti sono semplici e praticamente sempre presenti in dispensa e il procedimento velocissimo.
In ultimo, approfondendo la lettura su internet mi sono resa conto che nel panorama del food in rete forse solo io ancora non conoscevo questa ricetta, infatti è un vero vip dei dolci! Lo conoscono e lo hanno provato tutti e Adelaide Melles, colei che ha diffuso la ricetta, ha fatto bene a chiamarlo così… altro che presunzione! Qui siamo davanti ad un meritato successo mondiale!!! Che ha inevitabilmente reso famosa anche lei…





Si è capito che il risultato è stato al di sopra delle aspettative???

E’ realmente il Ciambellone più soffice del mondo e la chiave è proprio l’acqua contenuta nell’impasto. In più si mantiene tale per diversi giorni… ammesso che non finisca il giorno stesso in cui lo si prepara!! Niente “effetto mappazza” tipico di molti ciambelloni che abbiamo sicuramente comprato almeno una volta in pasticceria!
Ed è talmente un impasto di successo che la più famosa delle copione di ricette, si, proprio lei, quella che va in tv e scrive libri scopiazzando a destra e a manca dai foodblogger e non solo, ha spacciato per sua anche questa ricetta! Complimenti!
Non devo fare il nome, vero?? Abbiamo capito tutti di chi parlo…

E’ anche un impasto veramente versatile, infatti le foto e la ricetta sono relativi alla versione base, ma ho già provato alcune varianti che inserirò man mano come aggiornamento in fondo a questo post… con o senza foto.





Ingredienti:
250 g di zucchero,
250 g di farina,
3 uova,
130 g di olio di semi o di oliva,
130 g di acqua,
una bustina di lievito.

 
Montare le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere l’olio, l’acqua, la farina ed infine il lievito.
Imburrare uno stampo a ciambella (di circa 24 cm) e versarvi il composto
Cuocere in forno caldo per circa 40 minuti, farà fede la prova stuzzicadenti.

N.B. il composto alla fine risulterà piuttosto liquido, non aggiungere altra farina, è proprio così che deve venire, ed è questo il segreto della sua morbidezza.





Adelaide suggerisce di aggiungere a scelta uno o più di questi ingredienti:

- un pugnetto di uvetta
- un po’ di rum
- 2 cucchiai di cacao amaro per realizzare la versione marmorizzata (basterà procedere come sopra però al momento di versare il composto nello stampo bisognerà trattenerne un ¼ a cui aggiungere il cacao e mescolare bene. A questo punto basterà farlo cadere sull’impasto bianco e con un coltello fare dei cerchi concentrici per realizzare la decorazione)
- scorza di limone grattuggiata
- gocce di cioccolato
- ecc.


Ecco le varianti che ho provato personalmente:

- impasto base (con 50 gr. di zucchero in meno) + circa 5/6 mele tagliate a fettine sottili, realizzato in uno stampo senza ciambella di circa 28 cm
- impasto base (con 50 gr. di zucchero in meno) + 2 grosse carote, 1 mela, mezzo bicchiere di uvetta, realizzato in uno stampo senza ciambella di circa 28 cm
- impasto base (con 50 gr. di zucchero in meno) + copertura di glassa al cioccolato realizzata con 200 gr. di cioccolato fondente fuso con 75 gr. di burro (vedi qui)

lunedì 5 luglio 2010

NEW YORK Cheesecake alle fragole




Ecco quello che era stato previsto sta succedendo: abbiamo aspettato giorni e giorni, anzi, settimane intere per godere dell’estate che sembrava non arrivare mai, e ora che è arrivata di prepotenza, giù tutti a lamentarsi che fa troppo caldo!
Resta inteso che per me dovrebbe essere estate tutto l’anno, perché adoro il caldo e odio il freddo, però ammetto che quello di questi giorni è proprio un caldo tremendo… non tanto come gradi visto che siamo intorno ai 32/35, ma come tasso di umidità che è altissimo e fa percepire la temperatura molto più alta, col fastidio dell’afa a rincarare la dose…

Per me non ci sarà scampo visto che, mentre la prima ondata di milanesi è già partita, io anche quest’anno non mi muoverò dalla mia amata Milano. Non per scelta, quanto per mancanza di possibilità… :-(
Tanto non c’è problema, perché di cose da fare ne ho sempre troppe quindi non corro il rischio di annoiarmi… anzi, per dirla tutta ho delle idee che riguardano il lavoro, ma non solo, che voglio sviluppare al più presto quindi eccomi sistemata per le feste!!!

E ora mettetevi seduti e dedicate un minuto di silenzio, seguito da una standing ovation a questo capolavoro della pasticceria…
Io ho il solo merito di aver riprodotto fedelmente la ricetta originale del California Bakery
Ladies & Gentlemen, ecco a voi il mio primo e sublime New York Cheesecake alle fragole
Bello da vedere e seducente al palato!

Si, lo so che ora molti di voi mi staranno insultando perché ormai il Cheesecake è un classico per tutti, quindi non capirete il perché di tutto questo clamore… beh, le motivazioni sono tante…
Innanzitutto perché vale sempre la regola che le cose più semplici (nella preparazione e negli ingredienti) sono le migliori, in cucina come nella vita.
In secondo luogo perché quando si inventa una ricetta può essere buona o meno buona, ma essendo nuova non ci sono termini di paragone, quindi è solo una questione di gusto. Se invece si riproduce un piatto famoso e universalmente conosciuto allora non deve essere solo buono, ma deve anche essere fedele all’originale se si vuole dire di aver rifatto proprio quella ricetta col suo nome… e riuscire al primo tentativo ad azzeccare tutto, dal sapore, alla consistenza, all’aspetto è una soddisfazione… inevitabile direi, avendo utilizzato la ricetta giusta!
Infine perché pur essendo difficile fare delle classifiche, il Cheesecake è sempre stato uno dei miei dolci preferiti, quello che ho sempre ordinato al ristorante sin da piccola, insieme ai Profiteroles, quindi rifarlo in casa è una vera libidine!

Il Cheesecake può essere consumato così al naturale…





… oppure ricoperto da uno strato di salsa di fragole o frutti bosco ad esempio, o di cioccolato fuso…





In alcune ricette è contemplato anche uno strato di panna acida tra la base e la copertura di frutta/cioccolato…
Nella mia ricetta non era presente già in origine la panna acida, ma io l’avrei comunque omessa. In compenso ho decisamente abbondato con la salsa alle fragole… E la prossima volta copertura di cioccolato!!






Visto il tripudio di latticini nella crema, più i biscotti Digestive (ma quanto sono buoni anche mangiati così da soli???) che sono ricchi di fibre e l’abbondanza di fragole ero sicura che questo peccato di gola avrebbe scatenato le ire del mio colon irritabile, invece siccome il mio intestino è sì ribelle, ma non si capisce a quali regole si opponga, pur avendone mangiate numerose fette, non ho avuto alcun effetto collaterale!! Boh!












Ingredienti
(x una tortiera a cerchio apribile da circa 28 cm):

Per la base:
300 gr. di biscotti secchi Digestive1/4 di cup* di zucchero bianco
175 gr. di margarina
cannella quanto basta
pochissimo miele

Per la crema
360 gr. di Philadelphia
250 gr. di ricotta
1/2 cucchiaio da tè di scorza di limone fresco
un goccio di estratto di vaniglia (io ho usato una bustina di vanillina)
4 uova
200 gr. di zucchero bianco
150 gr. di panna liquida
40 gr. di yogurt bianco
1/2 cucchiaio da tè di farina bianca

Per il topping:
un cestino e mezzo quindi circa 300 gr di fragole pulite
+ alcune per decorare
1 cucchiaio circa di zucchero


Per la base:

Frullare i biscotti secchi, in modo da avere una polvere.
Aggiungere la margarina sciolta a bagnomaria, lo zucchero, la cannella e il miele.
Impastare il tutto al fine di ottenere un composto granuloso, facile da maneggiare.
Rivestire le pareti e la base dello stampo.
Per fare si che il composto aderisca perfettamente alle pareti, aggiungere un po più di miele all'impasto rispetto alle indicazioni date. (io non l’ho fatto)

Per la crema:
Mischiare in una ciotola il Philadelphia, la ricotta, lo zucchero, la vaniglia e la scorza di limone fino ad ottenere una crema omogenea.
Successivamente aggiungere le uova e girarle lentamente. Per finire aggiungere lo yogurt, la farina e la panna fresca.
Versare la crema nello stampo e infornare a 160° per 55 minuti, nel forno già caldo.

Per il topping:frullare delle fragole con lo zucchero finchè non diventa una salsa omogenea.
Versare sulla torta e decorare con altre fragole.
Servire con altra salsa di fragole da aggiungere eventualmente.





giovedì 17 giugno 2010

Torta "pallone" con pere e cacao




Buongiorno, mi chiamo Francesca e sono la “proprietaria” di questo blog…
No, non è che sono proprio impazzita, è solo che viste le mie sempre più sporadiche apparizioni su queste pagine, ho pensato che fosse il caso di ripresentarmi a chi legge… si perché credo che le anime pie che mi seguivano, di cui vedo ancora la presenza nella colonna a lato, si saranno dimenticate, giustamente, di me… Portate pazienza, è mondo difficile, ho sempre un miliardo di cose da fare e agendo per priorità, purtroppo il lavoro viene prima di tutto e quindi il blogghino è stato messo da parte. Così come il passaggio nei vostri blog… non sono più aggiornata sulle vostre ultime novità, però anche voi scusate, volete rallentare un po’?? ;-) Mi ci vorrebbero tutte le mattine libere per tenermi al passo coi vostri post… e siccome le mattine libere (ma nemmeno i pomeriggi) non ce le ho, ecco che nella sezione di Google Reader dedicata ai miei food blog preferiti ci sono tanti bei numerini alti che corrispondono al numero di post non letti per ciascuno dei blog… ce la farò prima o poi, tanto l’estate è appena cominciata (almeno nel calendario visto che poi il meteo non ci sta regalando grandi soddisfazioni…) e io anche quest’anno non mi muoverò da Milano. Olééééééé….

Pescando nel mio archivio avrei dovuto per logica scegliere la ricetta che da più tempo giace lì in attesa, invece no… dopo aver esitato un attimo desiderosa di postare il mio recentissimo capolavoro, quello con cui credo di aver superato me stessa (anche se la ricetta non era mia), ho optato per questa preparazione per diversi motivi.
Intanto diciamo subito che si tratta di una toTTa… si, avete letto bene… da qualche tempo la parola “torta” è stata quasi definitivamente sostituita con “toTTa”, grazie (o per colpa) dell’influenza dell’amica beddazza Claudia, che nei suoi post mi reintroduce puntualmente nella cultura siciliana…

Pochissimi giorni fa direttamente dalla Silikomart mi è arrivato questo originalissimo stampo a forma di mezzo pallone da calcio. E siccome si da il caso che non solo io sia un’appasionata di questo sport, ma sono anche tifosa della squadra che ha conquistato il “triplete di tituli”, vale a dire l’INTER, ho voluto usarlo subito… Volevo rendere un tributo alla mia squadra decorando la torta “pallone” con i colori nerazzurri… Come già visto in passato però, le decorazioni che prevedono coloranti e artefici vari non fanno tanto per me, per cui ho abbandonato l’idea appena ho realizzato che avrei dovuto attraversare Milano per trovare il colorante nero in gel della Decora.
Così giusto per testare lo stampo ho fatto una toTTa senza decorazione, che però è venuta esteticamente perfetta (almeno di fuori). E buona, soprattutto il giorno dopo.








La ricetta è tratta da questo bellissimo libro, il primo di una lunga collana uscita di recente in edicola. Io mi sono fermata al primo libro visto che era quello a prezzo promozionale! Per prenderli tutti ci vuole un leasing e uno scaffale libero che non ho in questo momento!
Tra l’altro le ricette sono curate anche da Simone Rugiati!!!!!






La ricetta in questione prevede il classico abbinamento pere/cioccolato ed è una delle centinaia di possibilità offerte da questo binomio. Nel libro ci sono anche altre versioni sempre con questi due elementi. Quindi avendo temporaneamente messo da parte le sperimentazioni sui dolci a base di mele, do ufficialmente inizio al nuovo tormentone delle mie preparazioni: il cioccolato, da solo o con altri abbinamenti tipo con le pere appunto… e qui non ci sarà fine secondo me!











Ingredienti:
100 gr farina bianca
200 gr mascarpone
3 pere
3 tuorli
2 albumi
110 gr zucchero
35 gr cacao amaro in polvere
¼ di bustina di lievito per dolci


Sbucciare le pere, eliminare il torsolo, tagliarle a cubetti, metterle in una terrina, irrorarle col succo di mezzo limone (per evitare che anneriscano) e metterle da parte.
Sbattere i tuorli, gli albumi e lo zucchero con una frusta fino a rendere il composto schiumoso e di colore giallo intenso.
Aggiungere il mascarpone lavorato a crema e amalgamare bene il tutto.
Setacciare la farina e il cacao in polvere sul composto ottenuto, mescolare bene e aggiungere il lievito e le pere a cubetti (ben sgocciolate e magari passate leggermente nella farina per evitare l’anti-estetico effetto delle pere che si spiaccicano sul fondo che per la fretta ho ottenuto io).
Foderare uno stampo con carta da forno (nel caso fosse di silicone come il mio ovviamente basta solo ungerlo leggermente al primo utilizzo) e versarvi l’impasto; livellare con un cucchiaio e infornare 180 gradi per circa 40 minuti.













domenica 2 maggio 2010

Torta glassata al limone



Eccomi! Oggi ho messo il blog in cima alle priorità!
Il periodo che sto vivendo non é dei migliori sotto ogni punto di vista, ma passerà, nel frattempo la cosa migliore da fare è concentrarmi su me stessa…
(Una volta tanto, breve e ottimista! Yeah!)





Ma veniamo alla ricettuzza, presa a caso dal mio nutrito archivio.
Si tratta di una torta al limone, senza creme, solo tanto succo e scorza di limone nell’impasto, con un risultato molto spugnoso. A completare tutto un’abbondante glassa reale come copertura.
E fonte della mia felicità: il tanto desiderato stampo di silicone a forma di rosa!! Come dite?? Ormai è cosa vista e rivista nei blog?? E’ vero, ma io non ce l’avevo, quindi per me è comunque una gioia… Poi mi è stato praticamente regalato insieme ad altri carinissimi che, non so quando, verranno utilizzati per altre bontà.
Essendo il primo utilizzo, sono giustificata per aver leggermente bruciacchiato la parte alta?? Si, dai…

La ricetta è tratta dal blog di Merchi, una ragazza spagnola (anche il blog è in spagnolo!!).



Ingredienti:

250 gr farina
180 gr zucchero
4 uova + 1 albume per la glassa
1 cucchiaio di lievito per dolci
200 ml di panna da cucina
Il succo e la scorza di due limoni
90 ml di olio di semi di girasole
2 cucchiai colmi di aroma di limone
200 gr circa di zucchero a velo per la glassa

Sbattere le uova (tenute a temperatura ambiente da almeno un’ora) con lo zucchero fino a raddoppiarne il volume.
Aggiungere l’olio a filo senza smettere di sbattere.
Aggiungere la panna, l’aroma, il succo e la scorza di limone e continuare a battere per amalgamare tutto perfettamente.
Setacciare la farina col lievito e aggiungere al composto poco alla volta.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo, versarlo nello stampo imburrato e infarinato (a meno che non sia di silicone).
Infornare in forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.
Una volta fredda e sformata, ricoprire con una glassa reale fatta con un albume, circa 200 gr di zucchero a velo e un cucchiaino di limone.